La Meditazione Interculturale

La Meditazione Interculturale
Per Meditazione Interculturale e ancor meglio meta-culturale s’intende l’incontro tra le culturale dell’interiorità occidentali e orientali: teorie e pratiche della trasformazione.
Con il termine “meditazione” viene indicato il processo del pensiero capace di sostare lungamente in silenzio, senza sforzo di attenzione mentale. La Meditazione nella tradizione Orientale, ci giunge come una pratica da svolgere stando seduti a gambe incrociate.
In Occidente la meditazione contempla anche altre sfere come il canto, la danza, la pittura, i momenti di riflessione possono essere considerati parte della pratica meditativa, così come la preparazione del cibo, di un’attività sportiva, dipingere, scrivere o qualsiasi altra azione compiuta in uno stato di presenza, possono aprire le porte alla meditazione.
La concentrazione(Dharana) è infatti lo “sforzo” che si deve fare per mantenere l’attenzione sull’oggetto di meditazione; sia in oriente che in occidente viene però considerata come qualcosa che accade interiormente, senza sforzo alcuno.
La meditazione va vissuta attraverso la memoria, la volontà e l’intelletto.
Al vertice di tutto c’è lo Spirito. La meditazione ci riconnette con la forza interiore che ci permette di riportare in equilibrio la memoria, la volontà e l’intelletto e grazie al silenzio, si possono raggiungere le intuizioni più profonde.
La meditazione è un azione che avviene dentro di noi; essa tocca tutti i campi della memoria, della volontà e dell’intelletto che ci portano al fine alla conoscenza più profonda del Se’, anche attraverso l’aiuto di adeguati strumenti
Solo Passando attraverso esperienze diverse è possibile trovare l’armonia dentro di se’.
Benefici della Meditazione
-Armonizza corpo e mente (Fuori)
-Elimina i limiti e ci permette di entrare in una dimensione infinita (Dentro)
-Stupore (Advaita Vedanta), scambio reciproco senza relazione con-creativa
-Ci si accorge di potersi relazionare con l’infinito
-Si diventa più propositivi e ci predisponiamo ad accogliere in noi la Grazia Divina
-La meditazione si attua percorrendo le vie dell’esistenza
-La Grazia Divina, attraverso la preghiera ci porta all’attuazione dei nostri propositi in maniera con-creativa.
-Riuscire a star bene con tutto ciò che incontrerò lungo il mio cammino.
-Bisogna sforzarsi di andare oltre di non restare ciechi e chiusi nelle nostre convinzioni;
-Quando si ritiene di possedere la verità e non ci si apre agli altri non siamo nel Dharma.
– Bisogna evitare di restare tenacemente attaccati alle proprie teorie, perché senza il gusto della scoperta, non c’è liberazione.
-La meditazione ci permette di avere una visione equanime del mondo circostante.
-La meditazione va al di là di ogni religione ed è comprensiva di tutte le culturale; è fondamentale evitare dogmatismi unilaterali, è bene aprirsi al mondo senza paure.
-Quando ci si libera dal peso di inutili dogmatismi, solo allora è possibile entrare nell’essenza di una religione o di una cultura.
-E’ il desiderio di sentirsi uniti e per sempre in un tutto armonico.
-La rivelazione divina va al di la dei dogmi; ogni interpretazione deve sempre essere al servizio degli altri, solo così non c’è giudizio ma rivelazione.
-Insieme alla volontà c’è il desiderio, e insieme ci spingono verso l’infinito;
ed ecco che si creano le giuste condizioni per permettere al Mistero Divino di zampillare in noi.
Tutto questo può essere accolto in noi solo grazie ad uno stato di umiltà interiore.
L’umiltà lascia la porta aperta ad una infinità di esperienze; è come humus che permette a qualsiasi varietà di pianta di attecchire.
L’humus a sua volta è fatto di foglie che muoiono e che creano fertilità. Sono cioè esperienze vissute che ci permettono di crescere, di arricchirci, anche attraverso momenti di sofferenza, di solitudine e dolore.
Ecco perché l’umiltà diviene una forza creativa, una vera e propria arte, che ci permette di trasformare ogni energia in qualcosa di più, verso una sempre maggiore apertura.
-E’ molto importante imparare a schivare il male, in questo modo impariamo ad utilizzare quella stessa forza per poi trasformarla.
Nella Meditazione Interculturale viene considerata una pratica propedeutica alla meditazione che ci porta verso le stratificazioni più elevate, ci porta a vibrare in quanto noi stessi siamo fatti di corde che vibrano, non c’è mai immobilità, anche quando si raggiunge lo stato meditativo più profondo.
Tutto inizia e si riassorbe nella A cioè in uno stato di perfetta Armonia, in cui l’immobilità è relativa, in quanto risulta essere l’istante di una serie di micro azioni che accadono dentro di noi e di cui non dobbiamo perderne l’osservazione e l’attenzione.
Il valore aggiunto sta proprio nella capacità di comprendere che li dove va il pensiero li confluisce anche la nostra energia, quella più sottile, più eterea. Il pensiero dunque confina con l’etere, che è appunto l’energia più sottile che riusciamo ad attivare in noi attraverso una pratica yogica basata sull’attenzione e sull’osservazione di tutto ciò che avviene al nostro interno.
Praticare le asana in uno stato meditativo ci porta ad intuire l’armonia dell’eternità e ad entrare in connessione con Dio.
“DIO E’ IL PENSIERO DEL PENSIERO”.
Il pensiero del fare creativo affonda le sue radici in qualcosa che già preesistente nell’eternità, nell’armonia e nell’unione con Dio.
Il Nus divino è l’energia stessa del pensiero, è in tutto quello che facciamo, connettendoci con l’intuizione e cioè con il Puro Pensiero.
Il pensiero può essere visto come quello strumento fondamentale, che ci permette di andare oltre la materia e gustare quell’essenza di pensiero che accorda tutto in se’.
Quando sono pensiero nel pensiero, allora sono nel mio essere, in quanto il pensiero si nutre di presenza, il resto è variabile.
Ecco che la facoltà dell’intelletto diviene indispensabile per andare oltre. Ad un certo punto l’uomo ha bisogno di riconoscersi nella natura.
Così le asana hanno bisogno di microtoni, di gustare, di varianti che portano ad un movimento artistico; ed è proprio in quel punto che le asana si congiungono alla meditazione.
L’asana diviene il supremo ascolto di se’, insieme agli altri praticanti nella libertà di uno scambio creativo.

Nel Buddhismo
Tutto il mondo buddista, passa attraverso un percorso di consapevolezza che racchiude in se altre parole:
Consapevolezza sviluppare la nostra Attenzione
È basato su atteggiamenti molto semplici in cui si passa dall’osservazione di ciò che ci circonda, fino a giungere ad una osservazione di ciò che ci inabita.
ATTENZIONE OSSERVAZIONE VIPASSANA
ATTENZIONE A TUTTO
E’ possibile partire da un suono,
Sento il suono in me
Sento il suo spegnersi
Sento la risonanza in me
Sento l’effetto in me
Constato se c’è stata una variazione in una parte del mio corpo.

ANAPANASSATI Attenzione al respiro
È un’attenzione informale, senza forma Per creare il vuoto e liberarsi dalle percezioni sensoriali e psichiche.

Nessuna energia si estingue
Come entità pensanti siamo per sempre.
Esiste in noi un influenza psico-fisica e un’influenza del cuore.
Bisogna fornire impulsi nello spazio del cuore.
Dialogo metafisico attraverso l’evoluzione soprannaturale.

Il Permanente Relazionalità e Amore

Carattere Eterno –Amore Condiviso (Dvaita) Relazione
Amore nell’estinzione (Advaita ) Vuoto Nirvana

La radice di questa distinzione tra AMORE CONDIVISO e AMORE NELL’ESTINZIONE è la Paura, che bisogna imparare a riconoscere.
Alla fine si riesce ad andare oltre tutto questo anche oltre le due distinzioni stesse.

Camminata Vipassana
Attraverso la camminata Vipassana si può imparare ad essere distinti nell’unione con un movimento fluido ed artistico.
La meditazione ci insegna a viaggiare su più spazi e a diversi livelli.
Pur non invadendo il campo altrui si riesce a comunicare con l’altro.
Si lavora principalmente sulla piante del piede e perciò si cammina su piani differenti.
Attraverso la meditazione si può aderire all’intuizione dell’essenza, la meditazione stessa è la ricerca dell’essenza.

RUAH è il vento di energia dello Spirito cioè Pura Energia d’Amore.